Enrica Perucchietti – Blog

Giornalista e scrittrice. Ciò che le TV e i media non ti dicono

«Vestitevi come vi pare, fatevi chiamare come vi pare, andate a letto con qualsiasi adulto consenziente: ma cacciare le donne dal loro posto di lavoro per aver affermato che il sesso è una cosa reale?». (Leggi il tweet originale)

La mamma di Harry Potter e di Cormoran Strike, la scrittrice J. K. Rowling, è stata accusata di essere “transfobica”, dopo essersi schierata con un tweet in difesa di Maya Forstater, una ricercatrice che ha perso il posto di lavoro in un think tank per aver sostenuto che il sesso biologico è un dato oggettivo e che le donne transessuali non sono vere donne.

Apriti cielo!

I social si sono scatenati contro l’autrice di Harry Potter e i media la stanno mettendo alla gogna. Pattuglie di psicopoliziotti hanno la bava alla bocca per questo reato di opinione! Continua a leggere

Molti di voi ricorderanno Johnny Mnemonic, la pellicola hollywoodiana del 1995 di Robert Longo con Keanu Reeves, tratta dal racconto visionario dell’esponente più noto del genere cyberpunk, William Gibson. Il protagonista è un contrabbandiere di dati che, grazie a un impianto cibernetico impiantatogli nel cervello, nasconde nella sua testa una quantità impressionante di informazioni che possono essere scaricate solo dall’acquirente, in possesso di password.

Ecco, quello che fino a poco tempo fa poteva sembrare soltanto fantascienza, oggi sta per divenire realtà. L’imprenditore Elon Musk, già CEO di Tesla e SpaceX, attraverso la sua start up Neuralink ha deciso di impiantare elettrodi nel cervello umano (tecnologia “neural lace”) per migliorare la capacità di memoria dell’uomo o per consentirgli un’interazione più diretta con la macchina. Attraverso piccoli elettrodi nel cervello sarebbe quindi possibile caricare e scaricare pensieri e informazioni.

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Mitologia, letteratura e folklore ci hanno tramandato alcune figure tragiche punite in seguito a una maledizione: costoro si sono macchiati di una colpa indicibile, rendendosi colpevoli dell’unico peccato che le divinità non possono tollerare né tantomeno perdonare, l’hỳbris (dal gr. ὕβρις).

I greci parlavano di questo antico peccato di onnipotenza che, come mostro in Cyberuomo (Arianna Editrice), il mito del progresso e le ricerche nel campo del post-umano sembrano oggi aver rispolverato: l’atto di tracotanza inteso come superamento del limite consentito che conduce inevitabilmente alla disfatta e alla catastrofe.

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Nella società del politicamente corretto coloro che non si allineano al pensiero unico vengono denigrati, perseguitati e marchiati con etichette diverse tuttavia sempre denigratorie: è un “complottista” o un “fascista”, si dirà se devia dal binario unico, è un “omofobo” se critica il gender, un “retrogrado” o un “neoluddista” se si mostra critico nei confronti dell’esaltazione per tutto ciò che è tecnologico, ecc.

Si coniano sempre nuove etichette in cui incasellare i dissidenti e si far ricorso alla neolingua per rendere sempre più difficile non solo esprimersi liberamente, ma persino pensare.

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«La frutta era l’unico elemento della loro dieta. Quegli esseri del futuro erano vegetariani rigorosi, e per tutto il tempo che rimasi con loro, pur desiderando un pezzo di carne, fui frugivoro anch’io».

È l’anno 802.701. Il Viaggiatore del Tempo ha appena incontrato una delle due razze che popolano il futuro della Terra: si tratta degli Eloi, creature bellissime, fragili, pacifiche, piccole di statura come bambini, dalla pelle color porcellana e simili tra loro anche nel sesso. Conducono una vita di puro divertimento e sono dotati di scarsa immaginazione e intelletto.

Si tratta di una citazione de La macchina del tempo, uno dei racconti più celebri di H.G. Wells, pubblicato per la prima volta nel 1895. Continua a leggere

Dietro ai fatti di cronaca, sportivi e di puro intrattenimento che dominano i Media e la TV, si affacciano le tematiche che da sempre ossessionano l’uomo: sesso, soldi, sport e violenza.

Echeggiano così due regole del celebre decalogo sulla manipolazione sociale, impropriamente attribuito a Noam Chomsky: mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità e stimolare il pubblico a essere compiacente con la mediocrità.

Dietro alla cornice del puro intrattenimento, si trasmette infatti alle nuove generazioni un modello basato sull’ignoranza e la mediocrità.

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«I robot uccideranno un sacco di posti di lavoro, perché in futuro queste mansioni verranno svolte dalle macchine».

Non bisogna essere dei neoluddisti o dei complottisti per iniziare a comprendere che l’automazione sta portando a derive inaspettate (leggi il mio articolo).

A condividere questo allarme è stato Jack Ma, fondatore e principale azionista del sito di commercio on line Alibaba, che da Davos ha denunciato il fatto che l’Intelligenza Artificiale è una “minaccia” per gli esseri umani e che presto i robot cancelleranno milioni di posti di lavoro, «perché in futuro queste mansioni verranno svolte dalle macchine». Macchine che, a differenza dei lavoratori umani, non devono essere pagate, non soffrono la stanchezza, la fame o la depressione.

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Nella cultura del buonismo e del piagnisteo che oggi colonizza l’Occidente è riscontrabile un falso moralismo che è diventato il pilastro del pensiero unico. Il politicamente corretto è divenuta una vera e propria ideologia che riscrive la lingua, indica una morale a cui sottostare e riprogramma le menti e i comportamenti delle masse.

Uno dei problemi di questo processo è che se ti collochi in modo alternativo e critico rispetto alla cultura dominante, vieni ignorato, screditato, sbeffeggiato, persino insultato e minacciato da orde di squadristi che si presentano paradossalmente come “anti-fascisti”. Non solo non esiste nessuna tutela per i liberi pensatori, ma addirittura si sta accreditando l’idea che sia lecito persino insultarli e minacciarli di morte se costoro si “macchiano” di psicoreato, ossia se si permettono di “pensare altrimenti”.

E’ successo in questi giorni al filosofo e saggista Diego Fusaro, che sicuramente non è ignorato dai media, ma ha incassato insulti e minacce di morte in risposta a un suo post contro il movimento delle sardine (vedi l’articolo) e ai suoi successivi interventi in radio (ascolta sua intervista) e sul suo sito (leggi qui).

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Non si arresta la battaglia contro le fake news, anzi si moltiplicano le proposte (e le strumentalizzazioni dei casi di cronaca anche gonfiati ad arte) per censurare il web con lo scopo apparente di reprimere la disinformazione e l’odio.

Il problema esiste, ma le soluzioni proposte sembrano solo un pretesto per censurare la rete, ossia mettere a tacere le voci alternative “scomode”. Al contempo si persiste nel far crescere l’isteria collettiva, strumentalizzando il problema per legittimare agli occhi dell’opinione pubblica un eventuale provvedimento.

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Negli ultimi giorni è diventato virale il movimento delle sardine che ha organizzato i flash mob contro Matteo Salvini a Bologna e a Modena a cui hanno partecipato migliaia di persone.

Le “sardine” sono il simbolo scelto per protestare contro il leader della Lega, presente in Emilia-Romagna per la campagna elettorale in vista delle elezioni regionali del 26 gennaio 2020.

A uno sguardo distaccato questo movimento di protesta civile, giovane, non violento che fa ricorso a flahs mob e all’ironia, sembra molto simile alle tecniche utilizzate in precedenti moti di protesta (dalla Serbia alla Primavera araba) che coincidono con quanto teorizzato da Gene Sharp in Come abbattere un regime.

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Siamo nel 2034. La bambole meccaniche di Cartier della serie Eva Futura rappresentano l’oggetto più desiderato dai nuovi ricchi della Rivoluzione informatica: sono state costruite per soddisfare ogni piacere e perversione maschile. Queste robot-schiave, dotate di intelligenza artificiale, hanno però il difetto di infettare, e di conseguenza modificare, il DNA umano: contagiano gli uomini che, a loro volta, contagiano le mogli facendole diventare “ginoidi”, bambole meccaniche. I figli che nasceranno saranno degli ibridi: l’umanità sembra condannata all’estinzione a meno che non si riesca a circoscrivere l’epidemia… Continua a leggere

Ieri sera ricevo un messaggio dell’amico Marco Castelli che mi invita a sintonizzarmi su SkyTg24: stavano infatti trasmettendo uno speciale sulla KrioRus, la prima compagnia crionica russa, fondata nel 2005 come progetto da un’organizzazione non governativa del movimento transumanista russo.

KrioRus è l’unica compagnia crionica in Europa, che possiede un proprio criostoraggio (vedi il sito).

A essere in vendita, sono i sogni. Un sogno in particolare: sconfiggere la morte e vivere per sempre. La KrioRus, come la collega più famosa, la Alcor, vende l’illusione dell’immortalità.

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«La guerra è pace, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza».

Questi sono i tre slogan che campeggiano stampati sulla facciata del palazzo di forma piramidale in cemento bianco in cui si trova la sede del Ministero della Verità orwelliano: è al suo interno, nell’Archivio, che lavora il protagonista di 1984, Winston Smith.

Il Miniver (in neolingua) si occupa dell’informazione e della propaganda e ha il compito di produrre tutto ciò che riguarda l’informazione: promozione e diffusione dei precetti del partito, editoria, programmi radiotelevisivi, letteratura. Questo ente si occupa anche della rettifica di questo materiale, in un’opera capillare e costante di riscrizione delle fonti. Continua a leggere

Nella recente intervista di Gianluca Borrelli a Walter Quattrociocchi, direttore del Laboratorio di Dati e Complessità e docente di Social Network Analysis all’Università Ca’ Foscari di Venezia, uno dei massimi esperti internazionali di analisi dati e reti sociali, viene confermato indirettamente quanto da me sostenuto nel mio saggio Fake news (Arianna Editrice).

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| Censurare le tematiche scomode e riprogrammare le coscienze |

Quando si vuole censurare una tematica scomoda (per es. Bibbiano di cui sono rimasti in pochissimi a parlare) o far penetrare nel tessuto sociale un’idea impensabile (avete presente la Finestra di Overton?), il Potere sguinzaglia i suoi psicopoliziotti applicando le seguenti regole che possiamo dividere in due macrofasi:

  1. la prima di pura censura violenta,
  2. la seconda di “riprogrammazione” dell’opinione pubblica in cui si convertono per gradi le masse all’idea dominante (anche se questa inizialmente era impensabile e inaccettabile).

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Ne parlo da anni, ed eccolo qua: contro l’evasione si propone di tassare i movimenti in denaro contante e, in parallelo, agevolare chi usa mezzi tracciabili come carte o bancomat.

Contro l’evasione fiscale si vuole abolire il contante

L’idea che si sta diffondendo nell’opinione pubblcia è che l’evasione fiscale sia la piaga del nostro Paese e che l’unico modo per combatterla sia abolire progressivamente il contante e, di conseguenza, dire addio alla privacy.

Si vuole che ogni nostro acquisto venga monitorato da un Grande Fratello elettronico che conosca tutto di noi in tempo reale: posizione, acquisti, tendenze, ecc. L’Agenzia delle Entrate saprà presto tutto di noi e delle nostre spese.

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Entro cinque anni gli scienziati dell’Università Tecnologica di Eindhoven (Paesi Bassi) metteranno a punto un prototipo funzionante di utero artificiale, una super incubatrice che, secondo quanto scrive il Guardian dovrebbe offrire risultati rivoluzionari per i bimbi nati prematuri, anche prima della 22esima settimana (ovvero 5 mesi e mezzo).

I ricercatori hanno ricevuto 2,9 milioni di euro dalla UE per preparare il macchinario. Il finanziamento proviene dal programma UE Horizon 2020. A differenza delle incubatrici attuali, il prototipo avvolgerà il bambino nel liquido e gli fornirà ossigeno e nutrimento tramite una placenta artificiale che sarà collegata al loro cordone ombelicale, ricreando l’esperienza di essere nel ventre materno, battito del cuore incluso.

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In un prossimo futuro gli esseri umani possono nascere con un preciso corredo genetico, selezionato dai genitori su un gruppo di cellule embrionali controllate. Tramite l’intervento dell’eugenetica, si possono scegliere e prevedere in anticipo le future condizioni fisiche e di salute dei nascituri, che vengono quindi generati artificialmente senza imperfezioni.

La società risulta di fatto divisa in due caste: i “validi”, cioè esseri dal corredo genetico perfetto, che vengono scelti per ricoprire i ruoli più prestigiosi della comunità e ambiscono al comando, e i “non validi”, ovvero le persone nate coi loro genomi naturali, destinati allo svolgimento dei lavori più umili e relegati ai margini della vita sociale.

È l’ambientazione distopica del film di fantascienza Gattaca – La porta dell’universo, celebre pellicola biopunk di Andrew Niccol, con Ethan Hawke, Jude Law e Uma Thurman.

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«Conosco bene tutti gli argomenti contro la libertà di pensiero e di parola, gli argomenti che affermano che non può esistere e quelli che dicono che non dovrebbe esistere. Rispondo semplicemente che non mi convincono e che la nostra civiltà nell’arco di quattrocento anni si è basata sull’avviso opposto».

Siamo nel 1972: con trent’anni di ritardo viene pubblicato il breve saggio La libertà di stampa di George Orwell a cui appartiene questa citazione. Esso era stato scritto come introduzione al romanzo La Fattoria degli Animali, composto tra il 1943 e il 1944, ma pensato durante la guerra civile in Spagna (1936-1939), a cui l’autore aveva preso parte tra le fila del Partito Operaio di Unificazione Marxista prima che questo venisse sciolto. In quegli anni Orwell fu testimone del sabotaggio del governo proletario a opera del Partito Comunista spagnolo, supportato militarmente e finanziariamente dall’URSS di Stalin. Quell’esperienza, raccontata nel 1938 in Omaggio alla Catalogna, lo condusse a una graduale disillusione che avrebbe poi rielaborato nello scenario distopico 1984: qua la forma di dittatura sadica e cupa immaginata dall’autore è applicabile a tutte le società dove si combattono guerre perpetue, i Media sono in mano a pochi, la popolazione è controllata da misure draconiane e il passato viene falsato e modificato a piacimento grazie al Ministero della Verità (il Miniver in neolingua).

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La ricchezza globale, in crescita tra giugno 2018 e giugno 2019, resta fortemente concentrata al vertice della piramide distributiva: l’1% più ricco, sotto il profilo patrimoniale, deteneva a metà 2019 più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone.

Nel mondo 2.153 miliardari detenevano più ricchezza di 4,6 miliardi di persone, circa il 60% della popolazione globale. Il patrimonio delle 22 persone più facoltose era superiore alla ricchezza di tutte le donne africane.

E’ quanto emerge dal report Time to care – Avere cura di noi, che Oxfam ha pubblicato alla vigilia del meeting annuale del World Economic Forum di Davos, evidenziando un fenomeno di  elevate e crescenti disuguaglianze, economiche e sociali.

La fotografia è quella di un mondo dove la ricchezza è cresciuta ma è sempre concentrata al vertice della piramide distributiva e dove la disuguaglianza è rappresentata da un’élite di Paperoni che detiene una ricchezza superiore al patrimonio del 60% della popolazione globale.

Nulla di nuovo, purtroppo. Già il “Billionaires Report” 2017[1], il rapporto annuale della banca privata UBS e della società di consulenze finanziarie PcW, stimava che nel mondo esistevano 1542 miliardari, la cui ricchezza vale il doppio del Pil del Regno Unito[2]

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Può un ministro auspicare pubblicamente l’alba di una nuova era composta da ibridi “umano-robot” senza generare scandalo né polemiche?

A quanto pare sì. Dopo aver proposto una password di Stato per i servizi Pubblica amministrazione e per acquisti, la ministra per l’innovazione tecnologica Paola Pisano, in quota M5S, con un post sulla sua pagina FB ha scritto quanto segue:

“Saranno i robot a salvare l’Uomo. Ne miglioreranno la vita, lo sottrarranno a rischi inutili e a lavori disumanizzanti e anzi gli permetteranno di migliorarsi e di migliorare la propria vita. Come scrive Marco Bentivogli su Il Foglio di stamattina, ci dobbiamo augurare il nuovo ibrido “uomo-macchina”, senza alcuna paura, perché alla parte macchina lasceremo i lavori usuranti, pericolosi e ripetitivi mentre alla parte uomo resterà l’intelligenza e la creatività. In Italia siamo già molto avanti e ci vorrebbe una vera “silicon Valley” della robotica, un hub produttivo dove sviluppare e far crescere il settore. D’altronde basta leggere i dati 2018 del WEF, citati da Bentivogli: nel 2025 perderemo 75 milioni di tipologie di lavoro ma ne creeremo 133 milioni. Quindi, benvenuti Robot e benvenuti a noi uomini e donne che non abbiamo paura del cambiamento dei nuovi lavori e delle nuove opportunità. Il mondo si trasforma siamo pronti ad osare?”.

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