Enrica Perucchietti – Blog

Giornalista e scrittrice. Ciò che le TV e i media non ti dicono

«In lontananza un elicottero volava a bassa quota sui tetti, si librava un istante come un moscone, poi sfrecciava via disegnando una curva. Era la pattuglia della polizia, che spiava nelle finestre della gente. Ma le pattuglie non avevano molta importanza. Solo la Psicopolizia contava».

(George Orwell, 1984)

Monitoraggio dei contagiati e dei loro contatti attraverso geolocalizzazione; dispiegamento dell’esercito nelle strade; utilizzo dei droni per spiare chi esce di casa senza motivo o si riunisce provocando assembramenti pericolosi per la diffusione del contagio di Covid-19; creazione di gruppi sui social per segnalare i presunti trasgressori.

Con il Parlamento chiuso, lo stato di eccezione sta aprendo a un’area grigia che legittima il ricorso alla sorveglianza tecnologica, creando un pericoloso precedente. Pezzo per pezzo, si rischia di andare verso una deriva autoritaria, come hanno messo in guardia numerosi filosofi, politici e osservatori in questi giorni, come spiegavo in questo articolo.

Ma c’è un altro punto che dovrebbe preoccuparci, ossia la reazione impulsiva, isterica e a tratti fanatica, che stiamo avendo di fronte all’emergenza.

Continua a leggere

Dopo il monitoraggio dei cittadini tramite geolocalizzazione, ora si passa al dispiegamento di droni. Le pattuglie dei quadricotteri radiocomandati operano in molte zone d’Italia, sorvolando i centri abitati e i parchi per far intervenire le pattuglie dei vigili e della polizia e dall’altro operare a scopo preventino e dissuasivo.

Continua a leggere

«Oggi è stata la Lombardia, domani potrebbero muoversi tutti gli altri presidenti regionali. E se si permette questo tipo di accertamento a una Regione, perché non a un Comune? Di questo passo, si può arrivare anche a piccolissimi Comuni con poche centinaia di abitanti. E allora, anche senza nomi e cognomi, il tracciamento può essere davvero invasivo».


Persino il Viminale, secondo fonti riprese da La Stampa, sarebbe dubbioso in merito alla geolocalizzazione dei contagiati e dei loro contatti in Lombardia. Questo perché si è creato un precedente che va valutato a fondo e che porta a conseguenze che non possiamo ancora prevedere. E come già lamentava il filosofo Giorgio Agamben qualche giorno fa, si è aperta un’area grigia.

Continua a leggere

La ricchezza globale, in crescita tra giugno 2018 e giugno 2019, resta fortemente concentrata al vertice della piramide distributiva: l’1% più ricco, sotto il profilo patrimoniale, deteneva a metà 2019 più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone.

Nel mondo 2.153 miliardari detenevano più ricchezza di 4,6 miliardi di persone, circa il 60% della popolazione globale. Il patrimonio delle 22 persone più facoltose era superiore alla ricchezza di tutte le donne africane.

E’ quanto emerge dal report Time to care – Avere cura di noi, che Oxfam ha pubblicato alla vigilia del meeting annuale del World Economic Forum di Davos, evidenziando un fenomeno di  elevate e crescenti disuguaglianze, economiche e sociali.

La fotografia è quella di un mondo dove la ricchezza è cresciuta ma è sempre concentrata al vertice della piramide distributiva e dove la disuguaglianza è rappresentata da un’élite di Paperoni che detiene una ricchezza superiore al patrimonio del 60% della popolazione globale.

Nulla di nuovo, purtroppo. Già il “Billionaires Report” 2017[1], il rapporto annuale della banca privata UBS e della società di consulenze finanziarie PcW, stimava che nel mondo esistevano 1542 miliardari, la cui ricchezza vale il doppio del Pil del Regno Unito[2]

Continua a leggere

Può un ministro auspicare pubblicamente l’alba di una nuova era composta da ibridi “umano-robot” senza generare scandalo né polemiche?

A quanto pare sì. Dopo aver proposto una password di Stato per i servizi Pubblica amministrazione e per acquisti, la ministra per l’innovazione tecnologica Paola Pisano, in quota M5S, con un post sulla sua pagina FB ha scritto quanto segue:

“Saranno i robot a salvare l’Uomo. Ne miglioreranno la vita, lo sottrarranno a rischi inutili e a lavori disumanizzanti e anzi gli permetteranno di migliorarsi e di migliorare la propria vita. Come scrive Marco Bentivogli su Il Foglio di stamattina, ci dobbiamo augurare il nuovo ibrido “uomo-macchina”, senza alcuna paura, perché alla parte macchina lasceremo i lavori usuranti, pericolosi e ripetitivi mentre alla parte uomo resterà l’intelligenza e la creatività. In Italia siamo già molto avanti e ci vorrebbe una vera “silicon Valley” della robotica, un hub produttivo dove sviluppare e far crescere il settore. D’altronde basta leggere i dati 2018 del WEF, citati da Bentivogli: nel 2025 perderemo 75 milioni di tipologie di lavoro ma ne creeremo 133 milioni. Quindi, benvenuti Robot e benvenuti a noi uomini e donne che non abbiamo paura del cambiamento dei nuovi lavori e delle nuove opportunità. Il mondo si trasforma siamo pronti ad osare?”.

Continua a leggere