«In lontananza un elicottero volava a bassa quota sui tetti, si librava un istante come un moscone, poi sfrecciava via disegnando una curva. Era la pattuglia della polizia, che spiava nelle finestre della gente. Ma le pattuglie non avevano molta importanza. Solo la Psicopolizia contava».
(George Orwell, 1984)
Monitoraggio dei contagiati e dei loro contatti attraverso geolocalizzazione; dispiegamento dell’esercito nelle strade; utilizzo dei droni per spiare chi esce di casa senza motivo o si riunisce provocando assembramenti pericolosi per la diffusione del contagio di Covid-19; creazione di gruppi sui social per segnalare i presunti trasgressori.
Con il Parlamento chiuso, lo stato di eccezione sta aprendo a un’area grigia che legittima il ricorso alla sorveglianza tecnologica, creando un pericoloso precedente. Pezzo per pezzo, si rischia di andare verso una deriva autoritaria, come hanno messo in guardia numerosi filosofi, politici e osservatori in questi giorni, come spiegavo in questo articolo.
Ma c’è un altro punto che dovrebbe preoccuparci, ossia la reazione impulsiva, isterica e a tratti fanatica, che stiamo avendo di fronte all’emergenza.