Enrica Perucchietti – Blog

Giornalista e scrittrice. Ciò che le TV e i media non ti dicono

Eric Larsen, a capo della Biohax Italia, azienda leader nel campo della produzione di microchip, ha fatto sapere di essere in attesa dell’approvazione delle autorità sanitarie e del Ministero della Salute per poter diffondere la propria tecnologia anche in Italia, ossia per impiantare chip sottocutanei a circa 2500 cittadini tra Milano e Roma. (Video euronews)
Migliaia di svedesi e tedeschi si sono già fatti impiantare microchip sotto la pelle della mano e ora la Biohax è pronta ad allargare il proprio mercato agli altri Paesi europei.

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La dittatura del pensiero unico si riversa nel boicottaggio mediatico e nella persecuzione on line di alcuni pensatori qualora risultino scomodi.

Di certe tematiche non si deve parlare per non urtare alcune minoranze che sembrano aver preso in ostaggio il pensiero critico.

Chi si permette di farlo dovrebbe ritagliarsi una fascetta di tessuto, ricamarci l’iniziale di “E” di eretico, e cucirsela a bella vista sui vestiti. In fondo anche la stregoneria quando venne perseguitata era assimilata all’eresia.

 

Anche essere politicamente scorretti è una forma di eresia: significa rifiutarsi di conformarsi al pensiero unico, dissentire dall’Ortodossia di Stato, forgiarsi una propria opinione alternativa alla maggioranza e difenderla a rischio di, citando Ernst Jünger, “darsi al bosco”.

 

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Aldous Huxley: un metodo farmacologico per “piegare” le menti dei cittadini

 

«Credo che le oligarchie troveranno forme più efficienti di governare e soddisfare la loro sete di potere e saranno simili a quelle descritte in Il mondo nuovo».

 

In una lettera del 21 ottobre 1949, lo scrittore Aldous Huxley scriveva a George Orwell che nel prossimo futuro il potere avrebbe presto attuato «the ultimate revolution»: «inducendo le persone ad amare il loro stato di schiavitù».

Huxley si mostrava convinto che i governanti avrebbero assunto la forma della dittatura “dolce”, in quanto avrebbero trovato nell’ipnotismo, nel condizionamento infantile e nei metodi farmacologici della psichiatria un’arma decisiva per piegare le menti e il volere delle masse. Un’ipotesi che il romanziere inglese avrebbe confermato nel 1958 nel suo saggio Ritorno al mondo nuovo.

Nel 1932 lo stesso Huxley aveva ambientato il suo capolavoro distopico, Il mondo nuovo, in un mondo globale pacificato, in cui una droga di Stato, il soma, controlla lo stato d’animo dei cittadini.

Nella distopia huxleyana non c’è posto per le emozioni forti, per l’amore per l’odio o per il dissenso. Non c’è spazio per l’intuizione, l’arte, la poesia, la famiglia.

Le persone sono arrivate ad amare le proprie catene perché sono state manipolate prima ancora della nascita tramite l’eugenetica e da adulte sono totalmente spersonalizzate e manipolate nel profondo.

In questo modo non è possibile alcuna forma di ribellione. E il potere ha raggiunto il proprio scopo: fare in modo che i cittadini non diano fastidio.

Di fatto per creare una società apparentemente perfetta e pacificata si devono controllare se non addirittura annientare, cancellare, le emozioni, rendendo i cittadini degli zombie.

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“Contiamo di realizzare questi dispositivi entro un anno. In pratica, si effettua un foro nel cranio, che lascia solo una piccola cicatrice, e si inserisce il dispositivo. Questa tecnologia potrebbe evolversi in una sorta di interfaccia cerebrale completa, che consentirebbe la ‘simbiosi’ tra uomo e AI. Non abbiamo ancora iniziato ad effettuare i test sugli umani, ma non credo che aspetteremo molto. Potremmo essere in grado di impiantare un collegamento neurale in una persona in meno di un anno”.

 

Così l’imprenditore visionario Elon Musk, già CEO di Tesla e SpaceX, è tornato a parlare della sua start up Neuralink[1], fondata nel luglio 2016[2] , e della tecnologia per ibridare l’uomo con le macchine, durante un’intervista fatta con il commentatore Joe Rogan.

L’interfaccia uomo-computer è il punto di svolta della ricerca che il magnate americano ha avviato nel 2016.

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46 neonati ammassati in una grande nursery improvvisata nella hall dell’Hotel Venezia a Kiev, come in una fabbrica fordiana.

Le immagini che hanno fatto il giro del mondo sono state pubblicate sul sito della BioTexCom, agenzia leader nel settore della riproduzione assistita e della maternità surrogata, di cui ho ampiamente trattato nel mio libro Utero in affitto (Uno Editori).

Come riportato dal “Corriere della sera” (leggi articolo) e poi ripreso da “il Giornale” (leggi articolo), i piccoli sono venuti al mondo su commissione, partoriti da gestanti a pagamento e a causa del lockdown sono stati abbandonati in una specie di limbo, finché i committenti (non chiamateli genitori!) non potranno andare a ritirarli.

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