Enrica Perucchietti – Blog

Giornalista e scrittrice. Ciò che le TV e i media non ti dicono

Il presidente Donald Trump ha dichiarato giovedì sera alla stampa di avvalorare l’ipotesi che l’origine del Covid-19 sia legata al laboratorio di Wuhan, senza fornire ulteriori spiegazioni.

Quando un reporter gli ha chiesto su cosa basava questa alta fiducia, il presidente ha risposto di non poterlo dire. (Leggi l’Ansa)

Come mostravo in questo articolo (https://enricaperucchietti.blog/2020/04/16/covid-19-gli-usa-indagano-sul-laboratorio-di-wuhan/) nelle scorse settimane la CNN aveva dato notizia che dirigenti dell’intelligence USA e della sicurezza nazionale americana stanno esaminando tra le possibilità quella che il Covid-19 sia nato, più che in un mercato, nel laboratorio di biosicurezza di Wuhan e che si sia diffuso a causa di un incidente.

Anche il «Washington Post» aveva riportato la notizia di due cable di diplomatici USA a Pechino che nel 2018 ammonivano sulle carenze del laboratorio di virologia di Wuhan.

Per dovere di cronaca è bene sottolineare che se ne parla da mesi, con tanto di accuse anche da parte della Cina agli USA.

 

Le accuse della Cina agli USA

«A quando risale il paziente zero negli Stati Uniti? Quante persone sono state infettate negli States? Come si chiamano gli ospedali dove sono ricoverate? Potrebbe essere stato l’esercito americano ad aver portato l’epidemia a Wuhan. Vogliamo trasparenza! Che siano resi pubblici i vostri dati! Gli Stati Uniti ci devono una spiegazione!». (leggi qui)


Il 12 marzo il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian, su twitter accusava il governo americano di poter essere responsabile della genesi della pandemia: i militari statunitensi potrebbero aver portato il coronavirus nella città cinese di Wuhan.
In un secondo tweet Lijian faceva riferimento al video di un’intervista del direttore del Centers for Disease Control (CDC) Robert Redfield, pubblicato da «People’s Daily», in cui si suggerisce che alcuni americani che in precedenza si pensava fossero morti di influenza sarebbero stati in realtà contagiati dal Covid-19:

«Alcuni decessi per influenza sono stati effettivamente infettati da Covid-19, ha ammesso Robert Redfield, portavoce e rappresentante del Parlamento statunitense. Gli Stati Uniti hanno riportato 34 milioni di casi di influenza e 20.000 morti. Per favore, ci venga detto a questo punto quanti di questi sono collegati a Covid-19?». (Leggi qui)

 

Invece in Italia…

In Italia la narrazione mainstream si è invece arroccata su alcuni punti cardine, facendone dei dogma, mentre all’estero si sono accesi dei dibattiti costruttivi, a volte polemici e infuocati, sull’origine della pandemia.

Polemiche o no, se n’è parlato, mentre dai dibattiti televisivi e dalle colonne dei quotidiani italiani le notizie sono filtrate con più difficoltà, quasi col contagocce.

È stato come assistere a un monologo recitato da più voci ma con un unico copione.


Non solo, perché chi da mesi ha provato a sollevare dei dubbi o a battere piste alternative è stato liquidato come un complottista, utilizzando semplicemente alcune fallacie come l’argumentum ad hominem di cui parlavo già in questo articolo (https://enricaperucchietti.blog/2020/04/25/laccusa-di-complottismo-la-fallacia-ad-hominem-per-screditare-il-dissenso/).

 

L’argumentum ad hominem

Il bullismo del potere tramite i suoi cybermastini si sta scatenando in queste settimane con il ricorso al noto argumentum ad hominem: si tratta di una fallacia o tecnica fuorviante che serve per screditare un argomento scomodo spostando l’attenzione dall’argomento della polemica, contestando non l’affermazione in oggetto, ma l’interlocutore stesso.

Invece di confutare l’argomentazione che si vuole negare, si attacca così la fonte o la persona che la sostiene. Si sposta pertanto l’attenzione dalla tematica alla persona che ne parla e la divulga.

Le argomentazioni ad hominem sono manovre diversive che servono a distogliere l’attenzione dall’argomentazione centrale per spostarla e focalizzarla su temi collaterali o estranei alla discussione:

invece di controbattere gli argomenti dell’interlocutore lo si attacca screditandolo, minacciandolo o deridendolo.

 

Ascolta il podcast:

 

Per approfondimenti:

 

Dalla spagnola a oggi nessun nemico “invisibile” era riuscito a fare tanto. In pochi mesi il Covid-19 ha contagiato centinaia di Paesi, provocando migliaia di morti e spingendo l’oms a dichiarare lo stato di pandemia globale. Fin da subito i media e il web hanno favorito la diffusione del panico: la psicosi è così dilagata tra la popolazione, stravolgendo le abitudini dei cittadini, disposti anche a cedere la propria libertà in cambio della sicurezza.

A differenza delle altre nazioni, il governo italiano ha scelto di imporre l’autoisolamento, spaccando l’opinione pubblica in due, tra i sostenitori e gli oppositori del provvedimento.

In passato abbiamo avuto casi simili con le epidemie di sars, aviaria, suina, morbillo o ebola: fenomeni localizzati in alcune aree precise che sono diventati dei veri e propri “terremoti planetari”. Nulla di paragonabile all’attuale pandemia: la vita di tutti noi si è trasformata, forse per sempre, in una realtà “virtuale” che ha cancellato duemila anni di storia dell’umanità.

Alcuni punti trattati in questo libro:

  • Le teorie alternative alla genesi e alla diffusione del Covid-19
  • L’impatto sulla Via della Seta e le accuse della Cina agli usa
  • La teoria dello shock e la “percezione” di una minaccia globale
  • Modello Conte e modello Johnson. I diversi provvedimenti in Europa e le limitazioni della libertà personale per ragioni di sanità
  • Il rischio di un attacco speculativo e il capitalismo dei disastri
  • Il comportamento della UE. La BCE e il caso Lagarde
  • Esiste il rischio di una dittatura sanitaria? Analisi giuridica dello stato di eccezione
  • Il passaggio dell’uomo da animale sociale ad animale virtuale

… e molto altro ancora.