Enrica Perucchietti – Blog

Giornalista e scrittrice. Ciò che le TV e i media non ti dicono

Si sono ufficialmente conclusi i lavori dell’Assemblea Costituente che ha dato vita, dopo 7 settimane di incontri, al “Patto Julian Assange”.

L’Assemblea è costituita da una trentina divulgatori e giornalisti nel campo della libera informazione, che producono e diffondono da anni contenuti ispirati alla libertà di opinione, all’attuazione della Costituzione Italiana e al contrasto alla censura.

Il Patto, al quale aderiscono attualmente sia membri attivi che osservatori partecipanti, sta destando un enorme interesse nel mondo dei creatori di contenuti e stanno arrivando in queste settimane numerose richieste di adesione che sono al vaglio della Costituente, secondo criteri di professionalità piuttosto rigidi.

Lo Scopo del Patto è difendere i membri e le loro attività grazie alla cooperazione, alla sorveglianza e alla condivisione delle richieste di difesa comune

Nel caso in cui uno o più membri aderenti al Patto dovessero subire (da parte di istituzioni, providers, social network, gruppi censorii o singoli individui) diffamazioni, accuse infondate o minacce, che conducano a limitazioni della propria attività (quali chiusura dell’account o delle pubblicazioni, cancellazione e censura di post e videoclips, shadow banning, demonetizzazione, sanzioni, danni d’immagine, ecc.), laddove le pubblicazioni e/o le opere siano conformi ai princìpi ispiratori e le fonti dei contenuti siano rinvenibili, autentiche e trasparenti, ogni membro si impegna a valutare la richiesta di difesa comune e a condividerla prontamente e integralmente sui propri mezzi di diffusione, e a esprimere solidarietà nei confronti del membro “attaccato” e il dissenso nei confronti delle azioni censorie e sanzionatorie e dei loro effetti.

In ottemperanza al regolamento interno, i membri si riservano la facoltà di valutare se la richiesta di difesa comune sia sostenibile o meno e a comportarsi di conseguenza. 

I membri del Patto hanno già effettuato diverse azioni di difesa comune in Rete denunciando contemporaneamente sui loro giornali on line, web tv, pagine Facebook , canali Youtube, ecc., alcuni recenti gravi abusi e censure immotivate.

La loro azione comune ha raggiunto un grande consenso con picchi di audience cumulata pari a 1,5 milioni di spettatori/lettori, decine di migliaia di condivisioni e commenti a favore.

La scelta della denominazione “Julian Assange” e del logo, disegnato da Davide Dormino[1], non è solo un ulteriore sostegno alla causa della liberazione del giornalista e attivista australiano, ma rappresenta soprattutto la volontà di mantenere una continuità con la tradizione di un editore indipendente che negli ultimi anni ha divulgato informazioni altamente strategiche per l’intera popolazione mondiale. 

 

Membri Assemblea costituente[2]

Alterio Tiziana (giornalista)

Amodeo Francesco (La Matrix europea)

Becciolini Stefano (Becciolini Network)

Benigni Glauco (Homo Sapiens)

De Micheli Matteo (Informal tv)

di Primio Mario (avvocato)

Dormino Davide (scultore )

Farina Michele (Stop Europa)

Fidanza Rossella (influencer)

Grossi Guido (ASP Sovranità Popolare)

Iacono Agata (giornalista)

Leone Leonardo (imprenditore, giornalista)

Massaro Cosimo (scrittore)

Mazzerelli Giorgio (giornalista)

Mazzucco Massimo (Contro tv)

Pasquinelli Moreno (Sinistra in rete)

Perucchietti Enrica (giornalista)

Pezzini Marco (Radio4zero3)

Savegnago Carlo (Il vaso di Pandora)

Scardovelli Mauro (UniAleph)

Torti Maurizio (Rivista Sovranità Popolare)

Turrisi Giuseppe (Sovranitalia)

 

Osservatori partecipanti

Blondet Maurizio (giornalista)

Duranti Fabio (Radio Radio)

Messora Claudio (Byoblu)


[1] Cfr. https://www.orwell.live/2020/02/04/davide-dormino-lartista-italiano-che-porta-assange-snowden-e-manning-nelle-piazze-europee

[2] In ordine alfabetico.