Enrica Perucchietti – Blog

Giornalista e scrittrice. Ciò che le TV e i media non ti dicono

“L’esperimento” titola in altro a sinistra l’articolo del Corriere della Sera a firma di Valentina Santarpia, che parla della iniziativa di una scuola dell’infanzia paritaria per l’utilizzo da parte dei bambini di braccialetti elettronici.

 

Premessa: si tratta ancora di una idea, come ha precisato la direzione della scuola, ossia di una iniziativa che non ha ancora preso forma.

Qualora dovesse essere applicata si tratterebbe però (per parere personale di chi scrive) di un esperimento sociale di cui non si possono prevedere le conseguenze né le reazioni e che si applicherebbe ai più piccoli come se fossero cuccioli da istruire. Anzi, da addestrare.

Per tornare a scuola “in sicurezza”, i bambini tra i 4 e i 6 anni dovranno munirsi di un braccialetto hi-tech ai polsi per rispettare il distanziamento sociale.

Una volta impostata la misura di un metro minimo di distanza tra loro, leggiamo nell’articolo del Corriere della Sera, i braccialetti vibrano e si illuminano se si supera il limite consentito di vicinanza fisica.

Immaginate i bambini che imparano tramite riflesso condizionato a mantenere sempre il metro di distanza. Così come i celebri cani di Ivan Pavlov.

L’esperimento classico di Pavlov, infatti, dimostrò come si possa provocare un reazione involontaria in una creatura, cioè con uno stimolo naturale si è in grado di provocare il verificarsi di una determinata reazione involontaria.

Gli organismi (animali e umani) imparano ad associare uno stimolo con un altro. Pavlov comprese che uno stimolo era in grado di provocare una risposta incondizionata e che quindi si poteva far apprendere al cane un determinato comportamento se il suo sistema nervoso veniva sottoposto più volte alla presenza dello stimolo. 

Qualcosa di molto simile si vuole sperimentare oggi sui bambini.

Non sono mancate le polemiche da parte degli psicologi che ricordano come i bimbi non siano “cagnolini”, mentre la direzione della scuola ha preso le distanze da tali polemiche e dagli articoli  considerati “diffamatori” (leggi la replica).

Non possiamo infatti sapere quali potranno essere le reazioni sui più piccoli di questi esperimenti di distanziamento sociale.

 

Il terrore sanitario sta riprogrammando la psiche collettiva e legittimando esperimenti di ingegneria sociale che si vogliono persino appliccare ai più piccoli.

 

I bimbi e noi tutti cittadini non siamo i cani di Pavlov da istruire e condizionare per divenire perfetti burattini da controllare ed eterodirigere.