Enrica Perucchietti – Blog

Giornalista e scrittrice. Ciò che le TV e i media non ti dicono

Venti di censura spirano sull’Europa attizzando i roghi che i novelli tribunali dell’Inquisizione hanno acceso per perseguitare coloro che diffondono le famigerate “fake news”. Venti che non risparmiano nessun Paese, nemmeno il nostro. E anzi, proprio da noi si sta creando un clima di caccia alle streghe, con tanto di denuncia e tentativo di oscuramento di siti alternativi che non si allineano al pensiero unico.

È toccato a Byoblu, per esempio: il Patto Trasversale per la Scienza ha chiesto alla Procura l’oscuramento della celebre piattaforma on line per aver intervistato il nanopatologo Stefano Montanari (qua il video di risposta di Claudio Messora).

Claudio Messora.

Ora si passa alle aule di tribunale.

Per chi esulta, sia chiaro che oggi è toccato a loro, domani toccherà a qualcun altro, reo di non sottomettersi alla grancassa mediatica mainstream. O per aver osato dissentire pubblicamente. O, peggio ancora, per aver osato pensare in modo critico. Per essersi cioè macchiato di psicoreato.

Sull’ondata dell’emergenza, si stanno stringendo sempre più le maglie del controllo sociale e sorveglianza tecnologica. Stiamo assistendo alla costituzione da un lato di un Miniver orwelliano, che decide cosa è giusto divulgare e cosa no, e dall’altro di un Miniamor con la sua solerte psicopolizia.

Come se non bastasse la guerra alle fake news si sta facendo sempre più accesa, serrata, e ancora pochi ricercatori, intellettuali e giornalisti si stanno opponendo a tutto ciò. Quei pochi che sono in prima linea stanno iniziando invece a essere colpiti dai dardi dei mastini del pensiero unico e spero vivamente che in un momento così delicato non vengano lasciati soli. Non è il momento dei protagonismi, questo, ma di serrare le file e fare squadra.

Questi provvedimenti riecheggiano, dicevamo, il Ministero della Verità orwelliano, il cui slogan è

«La guerra è pace, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza».

Il Miniver si occupa di falsificare l’informazione e la propaganda per rendere il materiale diffuso conforme alle direttive e all’ideologia del Socing. Il Partito, infatti, sottomette le menti dei cittadini tramite il “controllo della realtà”, ossia il bipensiero e niente deve sfuggire alle maglie del suo dominio onnipervasivo. Il Grande Fratello, infatti svuota le menti dei cittadini per riempirle dei propri contenuti, attraverso una costante forma di manipolazione mentale.

A settant’anni di distanza dalla pubblicazione del capolavoro distopico le tematiche cardine di 1984 sembrano più attuali che mai.

Presto non si potrà più pensare “fuori dal coro”, né dissentire o fare informazione in modo alternativo: si verrà altrimenti accusati di psicoreato. Una forma di psicoreato 2.0 all’interno di questa assurda battaglia contro le bufale, il cui obiettivo è evidentemente imbavagliare il web e non tutelare i cittadini, fare una corretta informazione o contrastare il cyberbullismo.

In La libertà di Stampa Orwell osservava come

«se si incoraggiano i metodi totalitari, può venire il giorno in cui essi saranno usati contro chi li incoraggia, e non più a favore».

Come previsto, in poco tempo siamo arrivati a riscontri impressionanti, degni di una vera e propria distopia.

Dietro la campagna contro le fake news si nasconde un evidente tentativo di censurare l’informazione alternativa e il web. In una parola, censurare.

Censurare, lo ribadisco, non solo l’opinione, persino il pensiero. Il pensiero critico non può essere tollerato da un potere autoritario che rischia di perdere consenso e di essere osteggiato da forze appunto alternative ma soprattutto libere.

Perché, come scriveva Orwell, lo psicoreato non comporta la morte, esso è la morte.